Nasce a Solferino l'idea della Croce Rossa

Anche da una tragedia può nascere la speranza. Forse non tutti sanno che la Croce Rossa Internazionale venne istituita da un commesso di banca ginevrino, Jean Henry Dunant, e forse non tutti sanno che tutto iniziò a Solferino. Era il 24 giugno 1859. Dunant era appena rientrato da una missione d'affari in Africa del Nord e già si trovava, come semplice borghese, nel mezzo della battaglia di Solferino e San Martino.

Dunant era nato a Ginevra l'8 maggio 1828 in una famiglia umile. Di religione protestante, nel 1849 aveva aderito al Movimento dei "Giovani Cristiani". Tra la primavera e l'estate del 1859 la sua vita era destinata a cambiare. Il 24 giugno nei pressi di Solferino le truppe francesi e italiane combatterono contro l'esercito austriaco in una sanguinosa battaglia.

Guerra d'Italia del 1859 - L'abate Laime, elemosiniere di Napoleone, conforta i feriti della battaglia di Solferino
Il giovane Dunant si spinse nei pressi di Castiglione nella speranza di incontrare Napoleone III, imperatore francese. Henry aveva infatti assistito le vittime della battaglia per tre giorni sul campo di battaglia, curando indistintamente soldati italiani, austriaci e francesi. Accanto a lui la popolazione si era prodigata nei soccorsi. In quei giorni cresceva in lui la consapevolezza che si poteva fare qualcosa allora iniziò a scrivere una specie di diario, "Un ricordo di Solferino" (pubblicato nel 1862), che sconvolse profondamente le coscienze del tempo. L'11 luglio Dunant da Brescia rientrò in Svizzera. Qui, nell'ambiente protestante di Ginevra, un gruppo di filantropi si era organizzato nella "Società di Pubblica Utilità" che, sorta un cinquantennio prima, si era assunta lo scopo di lottare contro la povertà. Furono questi gli interlocutori più sensibili: quattro cittadini di Ginevra, ovvero il generale Dufour, i dottori Appia e Maunoir e il giurista Moynier. Nel febbraio 1863 i cinque decisero di creare il futuro "Comitato Internazionale della Croce Rossa" (C.I.C.R.) e nell'ottobre di quell'anno i rappresentanti di 16 Stati si riunirono a Ginevra al fine di sostenere l'iniziativa di Dunant. Nel 1864 fu adottata la prima "Convenzione di Ginevra per il miglioramento della condizione del ferito degli eserciti sul campo di battaglia". Vennero anche scelti un emblema, una croce rossa su un campo bianco, e un motto: "Inter arma caritas".

Dalla elaborazione teorica alla pratica. Tra il 1870 e il 1871, durante la guerra tra Francia e Prussia, la Croce Rossa schierò sul campo di battaglia oltre centocinquanta volontari. I principi cominciavano ad essere praticati: tutti i feriti vennero assistiti senza alcuna discriminazione. La Croce Rossa iniziò a diventare una presenza costante sui campi, come ad esempio nel 1899 nella guerra boera nel Transvaal. Quello stesso anno il campo d'azione si allargò e i principi del diritto umanitario vennero estesi anche alle battaglie in mare.

Dunant morì nel 1910, dopo una vita vissuta in difficoltà economiche, risolte solo dopo aver ricevuto nel 1901 il Premio Nobel per la pace. Ma la Croce Rossa è sopravvissuta al suo "inventore". Nel 1914, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, iniziò l'assistenza a intere popolazioni. Si calcola che in quegli anni siano stati soccorsi 450 mila feriti mentre 500 mila prigionieri sono stati rimpatriati alla fine della guerra. Ogni giorno la Croce Rossa si occupava di 18 mila biglietti che permettevano di registrare informazioni e di tenere i contatti con le famiglie dei prigionieri e dei dispersi.


Guerra d'Italia del 1859 - Convoglio di Feriti

Un momento storico fu quando nel 1919 venne creata la Lega delle Società di Croce Rossa, Federazione internazionale delle Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Quest'ultimo riferimento è necessario in quanto in alcuni Paesi invece della croce figura una mezzaluna. La lega si impegnò nel sostegno alla creazione e allo sviluppo di nuove società nazionali; al coordinamento delle operazioni di assistenza in soccorso alle vittime di disastri naturali; all'assistenza ai rifugiati fuori dalle aree di conflitto; alla promozione dei principi e degli ideali della Croce Rossa.

Durante la Seconda Guerra Mondiale le richieste di aiuto raggiunsero cifre mai viste prima. La Croce Rossa noleggiò 40 navi per i soccorsi e per il trasporto dei prigionieri, mentre a Ginevra un'agenzia si occupava dell'archivio dei prigionieri occupandosi anche di 60 mila messaggi al giorno. Il comitato internazionale riuscì poi a fare arrivare messaggi e aiuti a oltre 20 milioni di prigionieri.

A guerra finita la Croce Rossa si occupò di sostenere la ricostruzione delle città e di aggiungere nuovi protocolli alle quattro Convenzioni del 1949: nel '77 si specificò infatti la protezione da parte del diritto internazionale umanitario di feriti, malati, naufraghi, prigionieri di guerra e popolazione civile. La Croce Rossa conta oggi 250 milioni di volontari attivi in tutto il mondo, di ogni razza, classe o religione. Non bisogna infatti dimenticare che nel '65 furono adottati i 7 principi della Croce Rossa: umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, servizio volontario, unità e universalità.

Paola Artoni

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