Tommaso Landolfi è nato a Pico (Frosinone) nel 1908, si è laureato in lettere e si è dedicato alla narrativa e ad esemplari traduzioni da Gogol, Puskin, Novalis, Hofmannsthal.
Assai generiche le notizie sulle sue vicende biografiche: "l'uomo Landolfi, conosciuto come accanito giocatore e dissipatore di denaro, ramingo di casinò in casinò, frequentatore di stravaganti ambienti artistici, costituisce una immagine di poeta maudit, di bel tenebroso, di cui l'autore si compiace" (G. Cillo).
Negli anni Trenta frequentò gli ambienti dell'ermetismo fiorentino; dopo, pur collaborando al "Mondo" di Pannunzio e al "Corriere della Sera", si è mantenuto estraneo a cenacoli o parrocchie letterarie, non ha mai concesso interviste, non ha mai dato "spettacolo" di sè.
È morto nel 1979.
Il racconto narra la storia d'amore di un ragazzo, Giovancarlo, per Gurù, una ragazza di bell'aspetto ma con un segreto: è una specie di capra mannara.
Durante le notti di luna piena la parte inferiore del corpo della ragazza assume la sembianza di quella di una capra.
La vicenda inizia una sera con la visita di Giovancarlo alla famiglia dello zio dove incontra Gurù e per caso vede le sue gambe di capra.
Sembra l'unico ad essersi accorto di questo strano fenomeno ed è intenzionato a scoprire la verità.
Nei giorni seguenti, con l'aiuto della sua governante, Giovancarlo cerca di ritrovare Gurù e quando ci riesce non sa che fare e che cosa dire davanti a lei.
Vorrebbe conoscere il suo segreto ma pensa di sembrare troppo maleducato nel chiederle delle sue gambe.
Entrambi cercano di comprendersi e capirsi ma sembra che ci sai qualche problema di comunicazione.
Una notte di luna piena, Gurù convince Giovancarlo ad accompagnarla in montagna e lì lui verrà in contatto con il "mondo lunare" di cui Gurù fa parte.
Durante il tragitto dei due verso la cima della montagna Gurù ogni tanto si ferma ad osservare le piante, le rocce e tutto l'ambiente che la circonda e lo descrive dettagliamene.
Sembra alla ricerca di qualcosa, qualcosa di cui ha sentito palare ma non ha mai visto: la pietra lunare.
Una volta raggiunto il luogo previsto, Gurù subisce una metamorfosi e le sue gambe diventano quelle di una capra.
Quando la trasformazione termina appaiono gli abitanti del mondo lunare.
Il protagonista conosce altri personaggi appartenenti a quel mondo, come Bernardo, con il quale a degli screzi verbali perché entrambi provano qualcosa per Gurù.
E per tutta la notte Giovancarlo entra a far parte del modo lunare ed assiste a ciò che avviene: segue la loro vita notturna, cena con loro, assiste infine al combattimento tra i "lunari" e Napoleone, un grande combattente con cui sono in lotta da molto tempo.
Sapendo che Napoleone è suo parente, Giovancarlo vorrebbe aiutarlo ma non riesce a muoversi dell'emozione che prova in quel momento.
Si limita ad usare parole forti contro Bernardo ed alla fine napoleone muore dopo una lunga battaglia.
All'alba tutto finisce, tutti i "lunari" sembrano scomparire ed ognuno, compreso Giovancarlo, torna alla propria vita, e ciò che rimane è solo il ricordo dell'avventura di una notte.
Il racconto è un beve romanzo fantastico ambientato in un luogo reale: un paesino tra le montagne.
La realtà narrata si riferisce al primo novecento, periodo in cui è vissuto l'autore.
Giovancarlo: protagonista della vicenda. Giovane di buon livello sociale che frequenta l'Università.
Gurù: protagonista femminile della storia. Bella fanciulla, molto riservata, che appartiene al "mondo lunare".
Giovannina: governante di Giovancarlo, disprezzata dalla famiglia degli zii di Giovancarlo.
Bernardo: molto legato a Gurù, appartiene anche lui al mondo lunare.
Napoleone: parente di Giovancarlo, uomo abile nella guerra, nemico di Bernardo e dei suoi compari.
La voce narrante appartiene ad una persona esterna che, anche se non compare nel racconto, ha seguito i fatti come se fosse stato presente.
La storia segue un andamento lineare, senza flash-back o anticipazioni. Pertanto l'intreccio non è presente; l'autore narra i fatti nell'ordine in cui sono avvenuti.
Non vi sono pause riflessive dell'autore, ma solo quelle di alcuni personaggi anche se molto brevi.
Persino le descrizioni non sono molto lunghe per rendere la lettura molto scorrevole e veloce.
La velocità di narrazione cambia nella seconda parte del libro, in cui la storia rallenta molto perché narra i fatti di una sola notte, mentre nella prima parte il periodo descritto e di alcuni giorni.
Il periodo è abbastanza semplice, anche se a volte poco chiaro dalla punteggiatura molto ridotta e spesso mancante.
Tuttavia, questo sistema permette, come detto in precedenza, una lettura molto veloce del romanzo.
Il lessico non è ricercato, è stato scelto appositamente per rappresentare la vita odierna del paese.
La tecnica del discorso prevalentemente utilizzata è quella del discorso diretto.
Le tematiche di rilievo presenti nel romanzo sono soprattutto i contrasti: notte - giorno, sole - luna, modo solare - mondo lunare, razionalità - istinto.
Esempio di questi contrasti sono le differenti personalità dei due protagonisti, praticamente opposte.
Altro esempio è la vita di Gurù paragonata a quella delle donne del paese, così diverse e agli antipodi.
Inoltre, verso la fine della storia è presente una scena molto significativa: una specie di accoppiamento tra Gurù ed una capra.
Questo rappresenta una visione in cui mondo umano e animale si uniscono e si confondono.
Il racconto ha suscitato il mio interesse fin dal principio.
La scena iniziale in cui "solo" Giovancarlo vede le gambe di capra i Gurù ha portato anche me (il lettore), ha cercare di scoprire il segreto della ragazza.
Inoltre è il tipo di racconto che mi piace di più, cioè breve e di veloce lettura.
Il mio giudizio non è però positivo perché la punteggiatura poco utilizzata o addirittura inesistente rende i periodi poco chiari se non letti fino alla fine.
Inoltre non ho trovato o più probabilmente non o compreso il significato del titolo.
Infatti questa famosa pietra lunare non è altro che una roccia di cui Gurù è alla ricerca e che non aveva mai visto.
Quando una delle sue compagne del modo lunare gliene mostra un pezzo Gurù afferma che è molto bella, come tutte le cose appartenenti al mondo lunare e poi se ne và.