Il testo è di carattere fantascientifico, poiché parla di un ipotetico futuro in cui i viaggi spaziali si realizzano puramente col pensiero, permettendo di effettuare lunghi percorsi in breve tempo grazie ad una particolare spezia (il "mélange") che si trova solo su di un pianeta chiamato Arrakis; questo pianeta nasconde in sé molti segreti, conflitti, paure ma soprattutto nasconde, nelle profondità del deserto, i Fremen, popolo della distesa sabbiosa che, per questo, è a diretto contatto con la spezia.
La storia è un continuo intrecciarsi di emozioni spesso contrastanti, di scontri e di lotte per scoprire la verità: Paul Atreides, figlio del duca Leto Atreides, trasferitosi su Arrakis dal suo pianeta natale (Caladan) per ordine dell'Imperatore, si troverà a dover combattere con la proprie emozioni e a dover crescere in fretta per diventare lo "Kwisats Haderach", il salvatore.
I Fremen prima lo combatteranno poi lo accetteranno e lo seguiranno come il rivoluzionario che permetterà loro di salvarsi da quel pianeta desertico detto "Dune".
Tutti i personaggi sono pieni di dubbi, di certezze non confermate, di desideri, tutti sono collegati tra loro da una storia più vecchia dei tempi.
Complessivamente il tempo della narrazione è piuttosto lento, vi sono molte descrizioni (soprattutto degli stati d'animo); il narratore, esterno, conosce ogni personaggio nel profondo ed è proprio per questo che riesce a descriverne le emozioni alla perfezione esprimendo, a volte, dei pareri personali.
Non è un romanzo molto movimentato, vi sono poche scene d'azione, ma è accurato nelle
descrizioni.
Oltre all'azione, alla suspance un romanzo deve dare al lettore "qualcosa" che
resti, un senso alle situazioni, deve farti capire i personaggi, deve renderti partecipe; e questo testo ci
riesce benissimo: molte riflessioni, molte parole sono un universo a parte che si riferiscono alla storia
narrata ma possono valere anche nella vita di chi legge:
"Non devo avere paura. La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con
sé l'annullamento totale.
Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi
calpesti e mi attraversi. E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne
scruterò il percorso.
Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla.
Soltanto io ci sarò".
Rifletteteci.