di Agatha Cristhie
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1939
SINTESI
"10 Piccoli Indiani" ha come protagonista un gruppo di 10
persone,molto diverse l'una dall'altra,invitate da uno sconosciuto sull'isola di
Nigger Island,nel Pacifico.
Tutti, chi per inteteresse, chi per curiosità hanno accettato
l'invito di passare un breve soggiorno nella splendida villa che si diceva
esistesse sull'isola.Molte altre cose se dicevano di Nigger Island,ma la sua
vera storia era avvolta nel buoi,nel mistero.
Ora, sull'isola dove sorge una roccia che rassomiglia alla testa di un
negro,sono riunite queste dieci persone, isolate dalla società. Ad
aspettarle al loro arrivo non c'è il misterioso padrone di casa.
Al suo posto,nella sala di ingresso,una strana filastrocca attira
l'attenzione:essa par la di "10 poveri negretti" che morirono
misteriosamente uno dopo l'altro e termina con le parole "solo il povero
negretto ad un pino si impiccò e nessuno ne restò". Per i
dieci ospiti la poesiola segna l'inizio di un incubo terribile che li
portera',uno dopo l'altro,alla morte.
COMMENTO
Il racconto giallo,ambientato nell'estate 1936,è particolarmente
avvicente:il mistero che circonda la vicenda è costituito da 10
omicidi,compiuti seguendo il filo di un'assurda filastrocca,da un omicida
fantasma.
L'autrice è riuscita a costruire gradualmente la psicologia dei
personaggi,che prima di quel momento,non si erano mai visti e non si
conoscevano e che una voce accusa di omicidi che ciascuno di loro avrebbe
commesso.
Sentendosi minacciato ognuno diventa diffidente e sospettoso verso gli
altri,ritenuti a loro volta l'assassino. Il ritmo della narrazione è
abbastanza lento,concentrato com'è sul clima di sospetto e di attesa e
sulla descrizione psicologica dei personaggi,sul passato dei quali spesso si
ricorre al flash-back.
Poco importante è il ruolo delle descrzioni d'ambiente,volte a
sottolineare come l'isola sia isolata e lontana dalla terraferma; i dialoghi
sono generalmente brevi e concisi,il narratore è esterno, a
focalizzazione zero ma assume la prospettiva di uno dei protagonisti, il perfido
giudice Wargrave. Questa scelta è fondamentale per chiarire il senso
logico della vicenda,che si conclude con "l'ultimo negretto ad un pino si
impiccò".
Il linguaggio utilizzato è molto semplice, cosicchè il libro
risulta adatto a qualsiasi categoria di lettori.
Io l'ho trovato particolarmente interessante e avvicente anche perchè la
storia,compreso il finale, è decisamente originale. Direi quasi che un
modello narrativo come questo è nuovo nel suo genere e stimola in modo
particolare il lettore ad elaborare una propria teoria interpretativa dei atti.
Consiglio una lettura senza interruzioni per evitare di perdere alcune
connessioni fondamentali.
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