di Luis Sepùlveda
TRAMA
Il libro che ho deciso di recensire è "Diario di un killer sentimentale", scritto da Luis Sepùlveda
e pubblicato per la prima volta nel 1996. Si tratta di un piccolo libro di settantatre pagine.
Il racconto si £££££££ attraverso varie città europee come Madrid, Istanbul, Parigi, per arrivare, verso la fine, a Città del Messico, e propone ambienti contrastanti come Hotels a cinque stelle e sobborghi
abitati da gente senza scrupoli. La vicenda è ambientata ai giorni nostri e si svolge nell' arco
di una settimana. A sottolineare questo fatto è proprio la suddivisione del libro in sei capitoli, uno per giorno tranne l' ultimo che racchiude le quarantotto ore finali. Il protagonista di quest' avventura è un killer per professione che deve portare a termine uno dei suoi tanti incarichi. Ma quest' ultimo è diverso perchè lo coinvolge da vicino. A ciò si aggiungono i problemi sentimentali con la sua ragazza che lo distolgono dal lavoro e lo portano a cambiare totalmente i suoi progetti e a prendere decisioni inaspettate.
Non si conoscono le generalità del protagonista. Dal libro si capisce solo che ha quarantacinque anni. Ma è un uomo che sa il fatto suo, molto ricco grazie al "lavoro", spietato e freddo di fronte ad un incarico, ma indeciso e insicuro quando l' argomento è l' amore. Il protagonista ama confrontarsi con il suo alter-ego che è la sua immagine riflessa allo specchio o nell' acqua di una fontana. Il libro presenta questo personaggio fittizio come un uomo con pensieri diversi dal protagonista e che molto spesso suggerisce a quest' ultimo come comportarsi.
la ragazza del protagonista ha circa ventisette anni. Non è specificato il suo nome e il killer la chiama "la figa francese". è molto indecisa sul piano amoroso e infatti sarà lei lasciare il protagonista e poi a rivolerlo creando in lui un disagio impressionante. Una parte fondamentale del racconto spetta all' uomo degli incarichi, il capo del protagonista, una persona anonima rintracciabile solo per telefono che ha il compito di indicare al killer la persona da uccidere.
L' ultimo personaggio è la vittima di turno, che si rivelerà la più importante e quella decisiva per il protagonista. Viene chiamata "l' incarico" in modo dispregiativo.
In definitiva il testo è un romanzo noir, un thriller che colpisce per la sua ironia e per quella
del protagonista. Nel testo si parla anche dell'amore e del sentimentalismo, come dice il titolo. Infatti lungo le pagine si consuma una storia d' amore finita come ne finiscono poche. Nel testo vengono mischiati avventura, delitti e passione che intrattengono il lettore dalla prima all' ultima pagina senza stancarlo.
Il racconto ha infatti un ritmo veloce senza pesanti descrizioni e con un ampio uso del discorso diretto. Inoltre lungo le pagine troviamo qualche flash-back come quello che descrive il primo incontro del killer con la sua ragazza.
Il narratore è interno. è infatti il protagonista. Egli parla usando il tempo passato, ma non fa nessuna anticipazione sugli eventi futuri. Gli altri personaggi sono presentati attraverso i suoi occhi.
Il linguaggio non è particolarmente ricercato. Viene usato un lessico comune, a volte di registro basso.
"Diario di un killer sentimentale" ti cattura nell' avventura. Non si può fare a meno di immedesimarsi nel killer con la sua sicurezza e il suo coraggio. Non è un libro pesante, forse anche a causa delle sole settantatre pagine; anche il lessico usato fa si che sia scorrevole. Mi ha colpito molto l' imprevedibilità del racconto, soprattutto nel finale, quando il protagonista dovrà scegliere fra amore e lavoro.
Se volete gustarvi a pieno "Diario di un killer sentimentale" di Luis Sepùlveda, prendetevi due ore di tempo: una per leggerlo e l' altra per rileggerlo da capo, perchè non potrete farne a meno.
Nicoletti Simone
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