A volte ritornano

di Stephen King

SINTESI

L'autore di "A volte ritornano" è Stephen King.
Il libro venne pubblicato per la prima volta nel 1976.
Le numerose storie sono ambientate tutte nel continente americano e, tranne una, per il resto tutte si svolgono alla fine degli anni '80 inizi '90.
Abbiamo pochi riferimenti temporali; uno di questi è il primo racconto "Jerusalem's lot" che, essendo scritto in forma di lettera, indica precisamente che le vicende si svolgono nell 1850.
Si tratta di testi di genere horror dove vengono spesso raccontati omicidi e maltrattamenti non solo fisici ma anche psicologicni. Infatti in alcuni racconti il personaggio, prima di venire ucciso, viene sfinito dalla paura e dall'angoscia che lo rendono debole ed indifeso cosicchè l'assassino può ucciderlo senza troppa fatica.
Ovviamente il libro, essendo horror, si propone di fare paura; ma la pura può assumere vari volti.
Per esempio la protagonista di "L'ultimo piolo" ha paura della vita che l'aspetta, così decide il suicidio, mentre in "La donna nella stanza" il protagonista, ogni volta che entra nella camera di ospedale nella quale vi è ricoverata sua madre, ha paura perchè sa che uno di quei giorni la potrebbe trovare coricata senz'anima, quindi per eliminare questa angoscia decide di ucciderla.
Infine vi è la, terribile, snervante paura che ti fa guardare sotto il letto o negli aramadi, la paura di qualcuno che sappiamo vuole ucciderci ma che non sappiamo dove sia e cosa farà.
Il ritmo dei racconti è regolare. Il linguaggio semplice e scorrevole, unito alle meticolose descrizioni rendono molto bene le varie scene. Il narratore coincide in prevalenza con il protagonista, questo per aumentare l'effetto suspance; uno dei pochi testi in cui il narratore è esterno è: "Campo di battaglia" dove il narratore assomilia ad una cinepresa che filma le azioni che si svolgono solo sulla scena.
Questo libro è imprvedibile come la fine di "Babau" ma anche impressionante come le vicende di "Materia grigia" mentre si potrebbe definire "Camion" il racconto più originale.
Sinceramente se vi trovate soli in casa in una sera in cui fuori piove a dirotto, non è consigliabile ne fare "una doccia" ne leggere questo libro, che vi assicuro va letto in quei momenti in cui si sa che non sif è soli.
Piacerà sicuramente a chi ama l'horror che non lega molto con lo splatter mentre chi soffre di cuore e meglio che lo eviti.

Paolo Zapparoli