Il Vampiro

di J.W. Polidori

John William Polidori, è stato, sicuramente, uno degli autori meno capiti dell'Ottocento. Medico e segretario di Lord Byron, scrisse il racconto "Il Vampiro", ispirato forse da un frammento narrativo dello stesso Byron. Polidori per tutta la sua breve vita fu in competizione con Byron: loinvidiava, lo copiava e lo screditava, in ogni modo. I rapporti tra Byron e Polidori in breve tempo peggiorarono e John William Polidori volle punire quel Lord che tanto ammirava e odiava e perquesto creò"Il Vampiro".
Polidori sferrò la sua vendetta finale verso Byron, proprio tra le pagine del suo racconto.
Il nome dell'antagonista "Lord Ruthven" è un chiaro riferimento al romanzo"Glenarvon" dove Lady CarolineLamb sfogava i suoi rancori verso Byron che l'aveva abbandonata. La stessa Lamb venne menzionata sotto ilnome di "Lady Mercer", donna descritta nel racconto come una delusa civetta. Infine èchiaro che Polidorinel racconto, si immedesima nel protagonista "Mr. Aubrey". Ciò che caratterizza veramenteil racconto è ilfinale a "male fine" dove si assiste alla sopraffazione del male sul bene, cosa abbastanzainsolita neicanoni dettati dalla tradizione horror/gotica.A differenza di molti altri romanzi o racconti, "Il Vampiro" di Polidori non presenta, tra le suepagine,alcuna descrizione di spettacolari riti esoterici.
Il racconto insegna poche cose, non vuole spiegare e risolvere i problemi, ma vuole far riflettere suicomportamenti a volte stupidi, degli uomini dell'Ottocento. "Mr. Aubrey" mantiene il suo patto con"Lord Ruthven" fino alla fine, anche se conosce, la sua reale pericolosità.
Contesta inoltre, come l'uomo "pericoloso" affascinasse le donne dell'Ottocento dei salottiinglesi.
La storia è semplice, ma molto intensa, "Mr. Aubrey" giovane deluso e pieno di sconfitte,rimarrà colpitodall'incontro con un nobil uomo: "Lord Ruthven", la figura dell'incubo edell'irrazionalità. "Aubrey" vivein un mondo di sogni e fiabe e ben presto seguirà lo stesso "Lord Ruthven", l'esistenzaviventedell'irreale. "Lord Ruthven" si nasconderà dietro un patto, con "Mr. Aubrey", cheporterà alla morte dellasorella di quest'ultimo. "Mr. Aubrey", non rompendo il patto, a causa del codice morale dei gentiluomini,permetterà di saziare la sete di "Ruthven", il vampiro. "Mr. Aubrey"scoprirà che "Lord Ruthven" non è solol'assassino della sorella, ma anche di "Ianthe", donna greca che ha amato.
"Ianthe" e lasorella di "Mr.Aubrey" sono simili in molti aspetti, sembrano quasi la stessa persona: L'autore ha voluto presentareuno standard di donna.
La storia è ambientata in Inghilterra e in Grecia.
La narrazione è veloce, anzi dopo un'iniziale lentezza narrativa, l'autore sembra mettere la quinta epassare rapidamente alla conclusione.
Il linguaggio è molto curato e anche se vengono usate diverse parole arcaiche, non risulta didifficilecomprensione. Non vi sono intrecci narrativi inusuali, e il racconto si presta ad una facile lettura data anche la suabrevità (circa 50 pagine).
Il racconto venne bistrattato dalla critica che lo giudicò superficiale e talvolta deludente, maleggendolosenza grosse pretese, si trasforma in un capolavoro della lettura gotico/vampiresca.
Molti forse rimarranno delusi dal finale, ma è lo scotto da pagare, per aver letto uno dei iùgrandi autori maledetti, egli infatti, si suicidò nel 1821 con l'acido prussico, dopo essersiindebitato fino al collo al tavolo da gioco.

Chiozzi Diego e Tosoni Giacomo