About 182
Blink 182

In Italia li conosciamo da poco, solo dal 1999, quando hanno pubblicato il loro quarto album, Enema of the State. Mi ricordo quel periodo come se fosse ieri: i video di “What's my age again”, di “All the small things” e di ”Adam's song“ in rotazione perpetua sulle reti musicali, Mtv Awards e altri premi vinti a man bassa, tour che duravano mesi a spasso per il mondo per far conoscere la loro musica dal vivo e catene di negozi di abbigliamento, insomma, un vero e proprio fenomeno di massa.

Ma i Blink nascono molto prima, già nel 1993 si conoscono Mark Hoppus (voce e basso) e Tom Delonge (voce e chitarra) grazie alla sorella di Mark, ed iniziano subito a comporre la loro musica. A loro si unisce Scott Raynor(batteria), che verrà poi sostituito da Travis Barker durante un loro tour. Dal trio proveniente da San Diego nascono testi giovanili, che trattano gli stessi argomenti discussi in una classe delle superiori: ragazze, amici, scherzi, prese in giro, masturbazione e tutto quello che passa per la testa di un teenager.

Da “Flyswatter” (la loro prima opera autoprodotta su cassetta) nel 1993 fino al 2001 quando è stato pubblicato “Take off your pants and jacket”, hanno prodotto sei album, com più di 14 milioni di copie vendute in tutto il mondo!!

Ma durante questo periodo sono stati capaci anche di parlare di cose più serie e più tristi, come il suicidio e il divorzio. Nonostante possa sembrare che il loro successo sia stato vendere milioni di copie e vincere decine di premi, la vera soddisfazione per loro è stato riuscire a comunicare con i giovani che li seguivano, parlare delle stesse cose, farli divertire. Quando ho iniziato ad ascoltarli lo ho fatto solo per l'orecchiabilità delle loro canzoni, ma dopo qualche anno ho cominciato a tradurre i loro testi, e ho subito capito che ciò che loro dicevano era quello che mi succedeva, quello che pensavo, insomma mentre loro parlavano delle loro vite, parlavano anche della mia, e credo parlassero anche di quelle di molti altri adolescenti che sono tristi perché sono stati scaricati, che sono incazzati con i loro genitori, o più semplicemente che si dimenticano il vero nome di un loro amico dopo che per anni lo hanno chiamato “Dick Lips” (a voi la traduzione).

Io penso che i Blink siano questo, tre giovani che hanno davvero capito e ricordato cosa significhi avere 16 anni.

L'ultimo loro Album mostra un cambiamento, una crescita, sia musicale che interiore: ormai vanno per i trenta, e questa loro maturazione ha modificato sia il suono che i testi delle loro canzoni: canzoni più cupe e più serie, adeguate forse ad un pubblico più aduto.

Io apprezzo comunque di più i “vecchi” Blink, forse perché più vicini al mio mondo!

Giordano Previdi