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![]() Frate Giovan Francesco da Acquanegra, figura maschile orante, secolo XVI. La statua come appena tolto dall'impalcato. |
Il "piccolo esercito" presente nel Santuario di Santa Maria delle Grazie è costituito da cinquantatre sculture polimateriche. Sono opere a grandezza naturale, la maggior parte delle quali risalenti al '500 e attribuite a Frate Giovan Francesco da Acquanegra; altre invece risalgono ai secoli successivi fino ad arrivare ad alcune dell'800.
Nella loro collocazione sull'impalcata del Santuario, la maggior parte delle statue appariva vestita di abiti che si ipotizzava essere più o meno coevi alla realizzazione delle sculture.
Si è riscontrato invece, che non si trattava di abiti, ma di semplici pezzature di tessuti foggiate intorno ai corpi e fissate con ganci e chiodi. L'analisi di un frammento di questi tessuti di copertura ha dimostrato trattarsi di fibra di cotone già di produzione industriale, quindi risalente alla fine dell'800.
Al di sotto di questi ultimi, le sculture presentavano panneggi originari in tela di lino gessata e dipinta, caratterizzati da una poilcromia dai colori vivaci.
Tradizionalmente si faceva riferimento alle sculture come manufatti composti di cartapesta.
L'analisi approfondita di queste opere ha però rivelato che non si trattava di cartapesta vera e propria, ma bensì di una successione di strati di tela e fogli di carta gessati e dipinti.
Generalmente il viso e le mani delle sculture sono realizzati come elementi separati, connessi poi al corpo tramite cuciture o incollaggio. In numerosi casi si tratta di calchi, in altri le mani sono realizzate utilizzando guanti imbottiti di stoppa o di paglia, più raramente mani e viso sono in legno intagliato.È stato molto interessante individuare altri particolari materiali che sono stati utilizzati per completare le sculture: rami non sgrossati come sostegno interno, stoppa o crine di cavallo per realizzare i capelli, ghiande per bottoni; attraverso le analisi scientifiche sono state individuate tracce di miele e latte nei leganti del colore e della preparazione.
Nella loro collocazione originaria le sculture apparivano soltanto molto sporche, in realtà invece si sono presentate, nella maggior parte dei casi, in pessime condizioni di conservazione. Alcune erano seriamente compromesse, anche all'interno, nelle loro strutture.
Una tra le maggiori cause di degrado è costituita dai depositi organici (polveri, concrezioni di cera e di materiali aggiunti in epoche successive) che, accumulatisi nel tempo in generosa quantità, hanno causato gravi danni sia all'aspetto estetico sia all'integrità materica delle statue.
A tutto questo dev'essere aggiunto l'invecchiamento fisiologico dei materiali stessi che provoca un'inevitabile diminuizione del potere adesivo dei leganti con conseguente indebolimento, decoesione e, nei casi più gravi, caduta di alcune parti.
Altra importantissima causa di degrado è stata l'attività frenetica dei roditori che si sono aperti varchi per creare all'interno delle sculture comodi nidi e hanno mutilato, svuotato, bucato e lacerato le figure.
![]() La stessa statua polimaterica al termine del restauro. |
In numerosi casi le sculture sono state interessate da grossolane ridipuinture ad olio riguardanti per lo più i visi (aggiunta di barba, baffi e basette), i capelli e parti di abiti.
La pellicola pittorica ha rivelato generalmente seri problemi di indebolimento e di adesione allo strato di peparazione, presentandosi quindi spesso lacunosa.
Fine del nostro intervento sono stati la conservazione ed il recupero della leggibilità delle statue.
Le prime fasi del restauro sono state la spolveratura e la macroaspirazione dei notevoli depositi organici accumulatisi sulle opere.
I tessuti ottocenteschi che coprivano le sculture sono stati puliti accuratamente, attraverso una microaspirazione e nel caso in cui è stato necessario ricollocarli sulle statue, sono stati lavati con una soluzione detergente acquosa. Questi tessuti sono stati rimossi dalle sculture e conservati in contenitori appositi.
Il consolidamento strutturale delle sculture è stato effettuato, nella maggioranza dei casi, con una sostanza filogena del tipo etere di cellulosa e con l'ausilio di carta per cartapesta; il fine è stato quello di riformare, reintegrare lacune e fori, suturare i lembi di strappi del supporto, rimodellare alcune strutture, come per esempio le pieghe dei panneggi, che avevano perso la forma originale.
Sono inoltre state consolidate le parti costituenti lo scheletro ligneo delle sculture e riunite le parti di elementi spezzati.
In alcuni casi la parziale o totale mancanza di parti importanti nelle sculture, quali ad esempio braccia o mani, ha posto un ulteriore problema.
La scelta della metodologia da adottare ha tenuto conto della natura devozionale delle opere e che scopo principale dell'intervento era quello di permettere una lettura completa e corretta delle figure; si è optato perciò alla ricostruzione delle parti mancanti con materiali compatibili con quelli originali, reversibili e riconoscibili.
La pellicola pittorica, frequentemente indebolita e scarsamente aderente al supporto e alla preparazione è stata consolidata con materiali in base acquosa.
Terminate le fasi di consolidamento strutturale e superficiale, si è proceduto con la pulitura: questa ha avuto lo scopo di asportare i materiali organici superficiali e le ridipinture presenti. Per questa operazione sono stati utulizzati sia tensioattivi in dispersione acquosa sia solventi.
Successiva alla pulitura è stata la fase di stuccatura delle lacune presenti.
La reintegrazione pittorica nelle zone mancanti di colore ha avuto le caratteristiche di facili reversibilità e riconoscibilità ed è stata svolta attraverso la tecnica della selezione cromatica.Tutte le sculture hanno subito un trattamento antitarlo adeguato.
La verniciatura finale, effettuata per nebulizzazione di una vernice sintetica opaca e reversibile, protegge l'opera e costituisce un film omogeneo sul quale, in futuro, si potrà intervenire per rimuovere i depositi che si saranno accumulati.
PROGETTO RESTAURO: Anna Bianchi, Ilaria Conti, Giulia Rossi, Loredana Zoni
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