L'affresco riscoperto
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Navata del Santuario
La navata del Santuario verso l'abside.

Un Dio nascosto veglia il cielo delle Grazie. Può sembrare incredibile, ma proprio nel santuario piò amato e visitato dai fedeli esiste qualcosa che è sfuggito all'occhio dei più. Sull'arco trionfale in buona parte occultato dalla struttura lignea ad arco che completa la parte in muratura e praticamente invisibile dall'interno della chiesa, è un Eterno Padre inedito. Attorno sono le gerarchie angeliche, mentre anche da terra sono visibili (ai lati dell'arco trionfale, appena sopra le piccole statue del secondo ordine) le architetture dipinte che scendono lungo i lati, segnate da uno schematismo lineare, in rosso e verde, assai geometrizzato. La parete dell'arco scendeva probabilmente più in basso, oltre l'attuale limite, con una struttura ogivale che ora non compare più, obliterata dal rifacimento rinascimentale della zona absidale.
La parte centrale dell'affresco, compresa dall'arcata in legno e le volte affrescate, è coronata da un'ampia fascia dove si sviluppa la decorazione a calendule, leitmotiv del santuario e presente, ad esempio, sulle altre pareti (sempre come cornice) o, con valenza simbolica, sulle vele del soffitto. Al di sotto di questa cornice si affaccia invece il cielo, popolato dagli angeli tratteggiati appena dalle bianche lumeggiature che delineano le ali ed i visi. Un particolare questo praticamente invisibile ad occhio nudo, e che si rivela piuttosto rozzo. Molti visi infatti appaiono composti in maniera frettolosa ed imprecisa, altri, come il primo alla sinistra, sono più accorti, delineati con una maggiore attenzione ai tratti somatici, alle sfumature dell'incarnato, tanto da far pensare ad una eventuale caricatura-ritratto. Ai lati delle schiere angeliche appaiono delle coloratissime ghirlande di fiori che contengono la volta celeste.
Al centro ecco il Dio Padre. Una figura imponente e qualitativamente più elevata del resto della compisizione. Il capo è visibile solo dalla regione zigomatica in su. Sotto la grande aureola (a pastiglia?) probabilmente decorata con folglia d'oro e contornata da un ampio segno piò scuro si sviluppa il capo dell'Eterno Padre. I capelli, bianchi, scendono verso le spalle in ampie volute, ben distinguibili sono le ciocche. Purtroppo tutta la zona sinistra (per chi guarda) del viso è interessata da un'ampia caduta di colore che in parte compromette la leggibilità. Il viso del Padre è regolare, la fronte solcata da incise rughe. Le sopracciglia sono candide, in rilievo è lo zigomo, accentuato dall'ombreggiatura al di sotto dell'orbita oculare, ed il naso.
Dio padre e angeli
Dio Padre ed Angeli, affresco sull'arco trionfale del santuario.

Concludendo ricordiamo che questa decorazione era coperta fino agli anni Trenta da una parte dell'impalcato rimossa in quegli anni a seguito di alcuni discutibilissimi lavori. Memoria rimane nel disegno di Marco Moro ritraente l'interno del Santuario o in alcune fotografie dell'inizio del secolo scorso. È plausibile affermare che l'esecuzione dell'affresco sia preesistente all'impalcato e sia reliquia della decorazione antica, della quale sono sopravvissute poche tracce (questa sull'arco trionfale e due porzioni raffigurante una Natività ed una Madonna della Misericordia per limitarci alla navata), o che più probabilmente non ricopriva se non un'esigua parte delle pareti, dando così successivamente il "la" per la costruzione dell'impalcato, che non risulta soprammesso ad alcuna decorazione.

Paolo Bertelli
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