La peste del 1399: la nascita del Santuario
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Lunetta portico esterno
Francesco Gonzaga pronuncia il voto per la liberazione di Mantova dalla peste (lunetta del portico esterno).

I tempi erano duri, molti duri, ed il mondo medioevale usciva da quelli che erano stati definiti i secoli bui, pieno di grandi superstizioni e di paure e desiderio di fede.
E fu proprio una grandissima e più che giustificata paura, quella della peste del 1399, che spinse Francesco Gonzaga, IV capitano di Mantova, a far voto di erigere in quel luogo una grande chiesa in onore della Vergine Maria se il disastroso flagello fosse stato allontanato.
Passò la peste ed il Gonzaga mantenne il suo voto. Sorse il Santuario, su progetto pare di Bartolino da Novara cui si deve, tra le altre opere anche il Castello di S.Giorgio di Mantova e quello Estense di Ferrara. Sorse il convento dei frati minore dell'ordine francescano, cui il luogo sacro fu affidato per disposizione del pontefice Bonifacio IX, ed aumentarono con ritmo sempre più crescente i fedeli in pellegrinaggio. Ed anche, il tipo di pellegrini si andò trasformando. Non più soltanto i pescatori, i cacciatori di frodo, la povera gente delle zone limitrofe accorreva spinta dalla speranza e da vera fede. Ma mercanti, borghesi, nobili, principi, re, imperatori e persino papi, basti citare l'imperatore Carlo V ed il pontefice Pio II Piccolomini, si inginocchiarono umilmente di fronte alla sacra immagine per pregare e chiedere grazia ed ausilio.
Tantissimi non vennero a mani vuote e col tempo si accumularono nel Santuario e nel convento, doni dai più umili e modesti ad oggetti veramente preziosi e di gran pregio. Numerose famiglie mantovane di alto rango vi vollero le loro cappelle per l'eterna dimora non solo, ma alcune casate ebbero addirittura, annessi al convento, dei verie propri alloggi ove potersi ritirare per gli esercizi spirituali.
Lunetta portico esterno
L'affidamento dell'oratorio precedente il santuario ai francescani ( lunetta del portico esterno).

Tra coloro che prestarono la loro opera nel Santuario non va dimenticato Giulio Pippi Romano al quale si deve il Mausoleo di Baldassarre Castiglioni, l'insigne diplomatico mantovano autore del "Cortigiano" che gli affidò tale incarico per testamento. Al Giulio Romano e dalla sua scuola sono attribuiti in loco altri interventi: nella Sacrestia vecchia e nella cappella dell'altare maggiore.
Fu quindi un continuo edificare, abbellire, sino a fare della chiesa e dei suoi moteplici annessi, un complesso di notevole mole e di importanza assai conosciuto anche fuori dallo stato mantovano, tra l'altro anche assai ricco per le donazioni e i lasciti, spesso cospicui, che non tardarono a giungere.
Ed oltre a svilupparsi dal punto di vista religioso la località, ormai assiduamente frequentata, ebbe un forte sviluppo commerciale. Si eressero luoghi di ricetto e venne, con grida dell'11 agosto 1425 emanata da Gian Francesco Gonzaga V Capitano e dal 1433 primo marchese di Mantova, istituito un libero mercato di merci che si tiene tutt'oggi e che è chiamato "La Fiera delle Grazie" che si svolgeva, allora come ai giorni nostri, nelle giornate del 14 e 15 agosto nel vastissimo piazzale antistante il Santuario.

Vannozzo Posio

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