| I limiti architettonici dell'ambiente sono dissimulati da espedienti costruttivi e trasfigurati da una stesura pittorica ininterrotta, che circonda e coinvolge lo spettatore con stupefacente potere illusionistico. La scala gigante dei primi piani e le improvvise fughe prospettiche dei paesaggi o, in alto verso l'Olimpo, aumentano la suggestione. In origine tra le due finestre si trovava un camino, e il pavimento , di ciottoli di fiume, manteneva la continuità con le pareti, allora dipinte a finti ciottoli nella parte inferiore. Il tema iconografico, probabile allegoria di Carlo V che trionfa sui nemici e sugli eretici, è quello della punizione dei Giganti ribelli che tentano l'assalto all'Olimpo. Il Vasari dedica una pagina affascinante a questa camera, probabilmente la più celebre del palazzo. Le pareti, fino ad altezza d'uomo, sono ricoperte di iscrizioni per la maggior parte antiche (alcune risalgono al Cinquecento), preservate dal recente restauro per il loro valore di documento storico. | |
| Iscrizioni | Sulla parete
nord, a destra della porta, si legge un verso di Stazio, tracciato probabilmente nel
secolo XIX:(QUANAM SPES) HOMINUM TUMIDAE POST PRAELIA PHLEGRAE. Traduzione: (Quale speranza) agli uomini dopo gli assalti della ribelle Flegra? Flegra è la regione della Macedonia prossima all'Olimpo dove, secondo il mito, i Giganti sono fulminati da Giove. |
| Artisti ricordati dalle fonti |
Rinaldo Mantovano, in prevalenza; Fermo Ghisoni, Luca da Faenza. |
| Data | 1532-1535. |
| Notizie particolari | Nel 1532, in occasione della sua seconda visita a Mantova, l'imperatore Carlo V ammira una prima stesura della volta, eseguita da Rinaldo Mantovano. |
| Pavimento | A "terrazzo veneziano", 1784 -1786. |
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